Una piaga chiamata Malaria

Ogni anno, nei paesi più poveri del Mondo (in particolare in Africa) contraggono la Malaria oltre 500 milioni di persone di entrambe i sessi e di tutte le età. La malattia si manifesta con febbri fortissime, grande spossatezza, mal di testa, tensione di muscoli nucali, brividi, sudorazione, talvolta nausea, vomito e diarrea. Tra i contagiati, circa 2 milioni all’anno soccombono.

Causa di quella che è ancora oggi una vera e propria epidemia, è il parassita Plasmodio, che si trasmette attraverso le punture di zanzare Anopheles infette. Queste zanzare sono presenti in Africa, in America Centrale e del Sud ed in Asia, mentre non sono presenti nei paesi Occidentalizzati, dove le condizioni igeniche sono decisamente più evolute.

Quale terapia?

Le terapie farmacologiche antimalariche esistono, ma non sono così efficaci e in pochi vi hanno accesso: nelle zone più remote dell’Africa, dell’Asia e del Sud America è molto difficile farle arrivare.

I costi, poi, sono proibitivi: 2 euro a dose, per una terapia che va dai 3 ai 7 giorni, per una famiglia africana media che vive nella savana, o nella foresta significa rinunciare al cibo.

L’Artemisia, da secoli conosciuta in Cina

L’Artemisia annua (o Assenzio Annuale) è una pianta nota fin dall’antichità per le sue numerose proprietà curative.

In particolare in Cina, nel 1596, Li Shizhen la citava già come pianta antimalarica nel suo volume Compendio della Materia Medica. Oggi grazie a numerose ricerche, come quelle del premio Nobel Youyou Tu (leggi l’articolo) sappiamo che il principio attivo responsabile dell’attività anti malarica è l’artemisina, capace di indebolire e uccidere il parassita responsabile di questa patologia.

Infatti l’artemisina, estratta dalla pianta, agisce da 10 a 100 volte più velocemente di tutti gli altri farmaci anti-malaria conosciuti e non da alcuna possibilità di resistenza ai parassiti.

Conscì di ciò le aziende farmaceutiche si stanno attivando per estrarre il principio attivo e vendere questi farmaci a prezzi che, per quanto bassi, non sono alla portata delle popolazioni più povere dell’Africa e del Sud America. Il costo di quasi 2 euro a confezione lo rende di fatti per loro inaccessibile.

Fortunatamente si è scoperto che l’Artemisa Annua, assunta allo stato naturale – ovvero utilizzando le foglie essiccate per la preparazione di semplici infusi, così come si fa con il tè – è efficace tanto quanto il farmaco artemisina.

Per questo organizzazioni umanitarie come Icei e Anamed si sono attivate già da anni per diffondere queste importanti conoscenze nei paesi più poveri.

Icei e Anamed

Grazie a queste due organizzazioni umanitarie, l’italiana Icei, Istituto di cooperazione economica internazionale, e la tedesca Anamed, l’utilizzo dell’Artemisia annua tramite infusione, è stato introdotto in molti Paesi africani e in Amazzonia.

I risultati sono stati molto soddisfacenti: l’infuso, preparato con 5-7 grammi di foglie essiccate di Artemisia, assunto per una settimana per quattro volte al giorno, dà risultati del tutto paragonabili all’estratto di artemisina, ma con il vantaggio di un costo quasi pari a zero!

L’organizzazione italiana Icei sta lavorando a una Piattaforma internazionale per portare avanti l’importante progetto. Chi vuole contribuire può contattare Icei, visitando il sito-web oppure tramite email: artemisia@icei.it

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