Coltivazione dell’Artemisia Annua

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Terreno

L’Artemisia Annua predilige i terreni  franchi  esposti a sud, ma si adatta anche in terreni argillosi. La pianta è poco esigente nei riguardi dei fattori nutritivi.  In Italia ha un ciclo di crescita primaverile-estivo e la  fioritura avviene nella tarda estate. La pianta è moderatamente resistente alle basse temperature e  dissecca totalmente con le prime gelate.

Semina

La semina viene effettuata in semenzaio, vista la ridottissima dimensione dei semi. Le piantine di Artemisia Annua allo stadio di 2-4 foglie e alte circa 10 cm vengono trapiantate in pieno campo utilizzando le comuni trapiantatrici.

Non esiste allo stato attuale una densità ottimale per la coltura industriale perché sono poche le prove agronomiche effettuate su questa pianta. Sulla base dei pochi dati disponibili sembra che una densità di circa 6 piante per mq rappresenti il giusto compromesso per lo sviluppo della pianta e per l’accumulo del principio attivo.

L’elemento nutritivo azoto non sembra avere influenza sulle caratteristiche biometriche e produttive dell’artemisia, che invece si avvantaggia di apporti seppur modesti di fosforo e potassio. Anche l’irrigazione influisce positivamente sulla produttività ma non sono disponibili coefficienti colturali per il calcolo dei fabbisogni irrigui. Il controllo delle malerbe (mancando p.a. diserbanti registrati) viene effettuato con 1 o 2 sarchiature.

Raccolta e utilizzo

Il massimo contenuto di artemisinina (principio attivo dell’Artemisia Annua, in grado di uccidere le cellule tumorali, leggi qui) coincide con la fase di inizio fioritura. E’ questo il momento opportuno per la raccolta, che viene effettuata sfalciando le piante. Queste poi sono poste ad essiccare in locale coperto e ventilato. Non esistono ad oggi macchine adatte alla raccolta meccanizzata. Sarebbe importante poter raccogliere solo le foglie o le sommità apicali della pianta lasciando in campo la parte legnosa.

Avversità e parassiti

La pianta Artemisia Annua sembra particoarmente resistente, non viene attaccata da parassiti e non è incline a sviluppare malattie di alcun genere.

Fonte: http://www.agraria.org